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LAMPADINA AD INCANDESCENZA |
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E' ancora oggi il
tipo di lampadina più utilizzata. La lampada ad
incandescenza è una sorgente luminosa in cui la luce
viene prodotta dal riscaldamento (fino a circa 2700 K)
di un filamento di tungsteno attraverso cui passa la
corrente elettrica. Solamente una percentuale del 5-10%
dell'energia viene convertita in luce, la restante parte
viene convertita in calore. Nelle lampadine moderne il
bulbo di vetro non è vuoto ma contiene un gas inerte a
bassa pressione, di solito Argon; questo riduce i rischi
di implosione e prolunga la vita del filamento. Le
lampadine ad incandescenza producono un fascio di luce
diffusa e orientata con tonalità calde e un'ottima resa
di calore. A loro vantaggio hanno un prezzo modesto ma
una durata media di 1000 ore e un alto consumo di
energia. Sviluppano un elevato calore. L'Unione Europea
ha sancito la graduale messa al bando delle lampadine ad
incandescenza con la seguente tabella di marcia: da
Settembre 2009 è vietata la produzione e la vendita di
lampadine ad incandescenza da 100 W e di tutte quelle a
bulbo smerigliato; da Settembre 2010 di quelle da 75 W;
da Settembre 2011 di quelle da 60 W e da Settembre 2012
di qualsiasi potenza.
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LAMPADINA ALOGENA |
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La lampadina alogena
è una particolare lampada ad incandescenza, ma ci sono
alcune fondamentali caratteristiche che differenziano i
due dispositivi. Al gas contenuto nel bulbo viene
aggiunta una miscela di sostanze alogene per
permettere il riscaldamento del filamento fino a oltre
3000 K, in modo da aumentare l'efficienza luminosa e
spostare verso l'alto la temperatura di colore. Nelle
alogene il tungsteno che evapora a causa della
temperatura elevata reagisce con il gas formando un
alogenuro di tungsteno. Successivamente il composto,
entrando in contatto con il filamento incandescente si
decompone e rideposita il tungsteno sul filamento stesso
realizzando un ciclo, il ciclo alogeno. In questo modo
la durata di vita di una lampada alogena può essere
almeno doppia di una lampadina ad incandescenza normale,
sebbene il filamento sia molto più caldo. Per il bulbo
viene utilizzato un vetro speciale (quarzo) ad alta
resistenza. Il rendimento luminoso di una lampada
alogena, grazie alla luce più bianca rispetto ad una
lampadina tradizionale, è del 50-100% superiore rispetto
a questa, mentre la vita utile varia da 2000 a 6000 ore.
Il bulbo delle lampadine alogene non deve essere toccato
con le dita, poiché i depositi di grasso lasciati sul
medesimo carbonizzerebbero alla prima accensione a causa
della temperatura elevata, annerendo il cristallo e
provocandone al limite anche la rottura. I limiti di
questi dispositivi sono riconducibili all'emissione di
raggi ultravioletti, dannosi per l'occhio umano. La
schermatura di queste radiazioni avviene ponendo davanti
alla lampada una lastra di vetro, che serve anche come
protezione in caso di esplosione accidentale
dell'ampolla.
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LAMPADE ALOGENE DICROICHE |
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Sono simili alle
lampadine alogene ma hanno il riflettore incorporato
(schermo freddo) che ne consente l'installazione anche
in armadi e in controsoffitti poco aerati poichè non si
surriscaldano. Lo schermo posteriore riflette solamente
la luce visibile lasciando disperdere i raggi
infrarossi.
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LAMPADINE FLUORESCENTI |
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Le lampade
fluorescenti hanno una vita media molto maggiore
rispetto a quelle a incandescenza, ma la loro durata può
essere fortemente influenzata dal numero di accensioni e
spegnimenti: ognuna di queste operazioni, infatti,
riduce la vita della lampada, a causa dell’usura subita
dagli elettrodi. Il valore che viene fornito dalle
aziende produttrici è generalmente calcolato con cicli
di accensione di 8 ore, e va dalle 12-15000 ore delle
lampade tubolari alle 5-6000 ore delle lampade compatte.
A differenza di quelle a incandescenza, queste lampade
perdono leggermente in quantità di flusso luminoso
emesso nel corso del tempo, inoltre per i modelli meno
recenti di lampade compatte possono impiegare
generalmente qualche minuto per arrivare al massimo di
emissione possibile dopo l’accensione.
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LAMPADINE A LED |
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Alternative alle
lampadine comuni, di recente sviluppo, sono costituite
da uno o, più spesso, diversi diodi LED, alimentati da
un apposito circuito elettronico. Sono ormai di uso
consolidato i led a colore singolo come il rosso, il
verde e il blu. Più difficile è la realizzazione di led
bianchi che abbiano emissioni luminose e costi
concorrenziali con i tradizionali dispositivi di
illuminazione. I più innovativi led bianchi sfruttano o
la luce di 3 led che operano insieme, verde, blu e
rosso, per realizzare il bianco, oppure l'accoppiamen-to
di un led blu e di uno strato di fosfori (giallo), la
cui combinazione dei rispettivi spettri di emissione
restituisce una luce bianca. I led hanno anche la
notevole caratteristica, a fine vita, di esaurirsi
lentamente piuttosto che bruciare istantaneamente. Il
loro costo è più elevato rispetto ad altre tecnologie,
ma va tenuto conto della loro lunga durata di
funzionamento che può variare da 50.000 fino a 80.000
ore, con una perdita della luminosità finale che va dal
20% al 30%. Con questo tipo di lampadina il 50%
dell'energia consumata viene sfruttato per
l'illuminazione, pertanto la quantità di energia
sprecata e l'apporto in calore rilasciato nell'ambiente
vengono molto ridotti rispetto alle tecnologie di
illuminazione tradizionali.
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